La notizia più recente è che sarà messa in discussione la patria potestà genitoriale delle famiglie che decideranno di non vaccinare i propri figli con le modalità decise dal Governo.

Lungi da noi redigere articoli a favore o contro i vaccini, modalità che non ci appartiene e non ci è mai appartenuta, quello che pretendiamo di comunicare oggi è che i genitori hanno tutte le competenze per prendere decisioni consapevoli e responsabili sui propri figli, se facilitati a farlo, ovvero sia se vengono informati in modo obiettivo (senza influenzarli nel prendere una strada o una decisione).

Le associazioni come la nostra, non avrebbero ragion d’essere laddove culturalmente e socialmente il genitore capisca di essere in dovere di prendersi cura della crescita, dell’educazione e della maturazione dei propri figli. Questo per un fine non personalistico (“Sono figli miei e faccio come mi pare”), ma per un obiettivo sociale responsabile (“So che i miei figli sono parte attiva della comunità”): i nostri figli sono nostri non poichè ci appartengono, ma poiché il nostro status di genitori ci obbliga a occuparcenere di modo tale che possano vivere nella nostra società.
Purtroppo ai giorni nostri la delega dei genitori ad altri pare essere diventata norma socialmente condivisa: la strada intrapresa ha portato ad un’assunzione decisionale del Governo che, ritenendo i genitori degli inetti (processo che è iniziato lentamente e non è stato repentino, ricordiamocelo), ha pensato bene di sostituirsi in modo talmente accentuato, da arrivare a minacciare i genitori del fatto di essere sostituiti in caso la loro scelta fosse diversa da quella politicamente ritenuta corretta.
Partendo dal presupposto che i genitori sono in grado di prendere le decisioni giuste, una volta che vengono fornite loro le informazioni corrette dalle istituzioni stesse (vorremmo ricordare che sono andati a essere smantellati consultori e punti informativi sulla salute promossi anche da associazioni come la nostra che non beneficia di nessun sostegno economico nonostante la mole di lavoro gratuito che portiamo avanti da anni), e che i messaggi forniti sono scevri da ideologie e da interessi economici o politici, la questione non è “Vaccino sì” o ” Vaccino no”, ma è che i genitori hanno il diritto di decidere sui figli, ma nel contempo, hanno il dovere di pensarsi membri di una società. Con questo non accusiamo direttamente né una parte (i genitori) né l’altra  (lo Stato),  ma ribadiamo il concetto che diritto e dovere sono facce della stessa medaglia per entrambe le parti: diritto/libertà e dovere/responsabilità. I genitori non hanno solo diritti laddove non li ha lo Stato e, di pari, non hanno solo doveri.
L’Associazione Abbracciami è da sempre accanto ai genitori sulla base della Costituzione italiana nell’articolo 30 “È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli” e, con essi, è conscia del fatto che sono i genitori stessi a essere lo Stato che “non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana” (Articolo 32). Tuttavia ci teniamo a sottolineare che l’assenza fisica e psicologica che molti adulti hanno nei confronti del ruolo genitoriale (spesso attuato secondo prescrizioni ideologiche o di mode o di “sentiti dire” o di suggerimenti tratti da social network) o, più strettamente, del ruolo propriamente adulto (che inizia a partire dai 18 anni), è semplicemente conseguenza dell’adultescenza dilagante tra le persone. Se non si desidera che uno Stato decida al proprio posto su ciò che storicamente, antropologicamente, socialmente e storicamente è del genitore, è necessario che da entrambe le parti ci si munisca di umiltà e maturità, e che vengano abbandonate la superbia e la convinzione di essere dalla parte della verità. Ogni procedura medica ha rischi e benefici: nel momento in cui è importante procedere a una cura (preventiva o attiva), è necessario soggettivizzarla ed è partimenti fondamentale che l’individuo capisca (e per esso, i genitori) se quella cura è adatta a lui, se è rimandabile o necessaria sul momento. Affermato questo, risulta lampante il concetto che non si possano soggettivizzare le Leggi o, per dirla in altro modo, non sia corretto né sia possibile rendere una Legge un dovere o un diritto di pochi: il presupposto errato è il medesimo e riguarda la visione egocentrista unilaterale che, sia dalla parte dello Stato, sia dalla parte dei genitori, muove le non-scelte di entrambi poichè, sostanzialmente, né da una parte, né dall’altra c’è la difesa reale della salute dell’individuo, ma interessi ideologici, economici e così via.
C’è la presunzione di cancellare malattia e morte che fanno parte della vita e che, volenti o nolenti, ci coglieranno in diversi momenti dell’esistenza. C’è l’ottusità di prevaricare l’altro con le proprie convinzioni che sono ritenute sempre esatte ma che, invece, contengono sempre la confutabilità. C’è la costante abitudine di perdere tempo a battersi su leggi o su disposizioni governative che riguardano la minoranza, travolgendo e stravolgendo la vita della maggioranza delle persone. C’è la pessima abitudine di redigere Norme e Leggi su sentimenti, emozioni, paure, fobie e astrazioni ideologiche che fanno perdere tempo e vista a ciò che davvero preme alla società: la realtà è che in Italia ci sono 25.000.000 famiglie e che le Leggi non possono essere fatte per le minoranze. Tali famiglie sono composte da padri, madri e figli che devono costantemente adeguare il loro modo di vivere a indicazioni o, peggio, a obblighi di Legge prive di fondamenti oggettivi e non necessari né di vitale importanza per la società in cui viviamo.
Detto questo, ci rendiamo sempre più conto di quanto sia difficile mantenersi obiettivi sull’ovvietà della vita, sul fatto che “Due più due fa quattro”, e sul fatto concreto che nello Stato (in questo Stato) sia difficile credere dato che esso per primo si atteggia a bullo che necessita di partecipare a uno dei tanti progetti di dubbia moralità che vengono imposti ai nostri figli nelle nostre scuole (figli che, giova ricordarlo, hanno perso l’uso del congiuntivo e dell’aggettivo qualificativo).
Rimaniamo a disposizione per tutti i genitori che hanno bisogno di avere informazioni chiare, scevre da ideologie e da imposizioni politicamente corrette e che vogliono assumersi la responsabilità del loro ruolo.
Ricordiamo che nessuno ci sovvenziona e che ogni servizio che offriamo è per rispetto del prossimo.
La Presidente
Serena Ferrara

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