L’8 marzo prossimo, la nostra associazione, come molte altre, è stata invitata a partecipare all’evento denominato “Se le nostre vite non valgono allora scioperiamo“.
Vorremmo poter partecipare accogliendo il profondo significato del messaggio contenuto nel titolo di questo avvenimento, ma desideriamo farlo in modo che ci appartenga, in maniera da sentirlo più nostro e cogliendo l’occasione per riflettere.

Térèse Hargot, sessuologa belga madre di tre bambini, è l’autrice del libro “Una gioventù sessualmente liberata (o quasi)” ed è una giovane donna, nipote del sessantotto. La nostra riflessione sull’8 marzo e sul valore della donna, parte proprio dall’insegnamento di questa giovane professionista.

La rivoluzione sessuale – ella ne è convinta dopo dieci anni e più nei corridoi delle scuole medie e superiori – ha portato alla liberazione senza effettiva libertà, poichè, invero, ci ha trascinato da un’obbedienza all’altra avendo assoggettato il corpo della donna che è divenuto realmente senza valore. La Hargot arriva a farci riflettere sul fatto che la pornografia ha reso la sessualità, che la natura ha inventato meramente perchè la prosecuzione della specie (fare figli) fosse bella (l’ossitocina che si rilascia durante il parto e nei primi momenti dell’attaccamento tra madre e figlio neonato è la stessa che viene rilasciata durante l’orgasmo), un oggetto a metà tra una performance e un atto che deve essere normato da misure igieniche.

Le giovanissime ragazzine delle quali parla la Hargot (dell’età delle nostre bambine che frequentano le scuole medie), sono vittime del proprio bisogno non esaudito di essere amate, coccolate, abbracciate (spesso perchè figlie di una pedagogia che ignora la teoria dell’attaccamento) e mascherano consciamente o inconsciamente quei bisogni facendosi trattare come “detentrici di potenziale azione pornografica”, dai loro coetanei. Costoro, abusati dal loro stesso diritto d’ “informarsi” – così almeno credono – su internet e dall’assenza educativa dei genitori, si godono -o pensano di farlo- ore ed ore di pornografia che modifica il loro cervello, smantella la loro morale, frammenta la capacità di discernimento tra cosa è buono e cosa non lo è e, a causa della giovane età, si fanno influenzare da un’industria che li assoggetta e li rovina per tutta la vita.

Sono diverse le tristi storie di uomini e donne che, anche a vent’anni o più (e quindi in età adulta), sono oramai incapaci di tessere relazioni con l’altro sesso che siano di affetto, reciproca stima e rispetto: rapporti umani, relazioni familiari potenzialmente feconde, rovinate a causa dei cosiddetti ‘pensieri intrusivi’ che la pornografia subìta per anni, ha causato.

Se lo scopo della liberazione sessuale era quello di slacciarsi dai dogmi di una serie di regole che venivano imposte alla sessualità, in realtà ciò che è accaduto è che le norme sono state rigettate (la Hargot racconta la storia della pillola anticoncezionale e dei danni che ha causato anche solo potendo rimandare la maternità a oltranza) per assoggettarsi ad altre regole che hanno in realtà reso le donne schiave del piacere e del godimento (che spesso non è loro, ma del partner). La morale, così rifiutata e odiata, è stata sostituita dall’igiene: la paura delle malattie sessualmente trasmesse, che hanno pesantissime conseguenze a lungo termine anche sulla maternità (si vedano i rischi di contrarre l’HPV o la Clamidia, e non solo l’HIV). Nelle scuole si spendono chilometriche parole, continua la Hargot, per insegnare ai ragazzi e alle ragazze che bisogna usare il preservativo e che bisogna temere qualsiasi infezione: tuttavia le infezioni stanno aumentando e l’uso del preservativo è, per così dire, un optional.

Un altro concetto che preme alla dottoressa è quello della sessualizzazione precoce: la televisione, l’uso senza accorgimenti del computer collegato a internet, la moda e l’assenza ingiustificata dell’adulto educatore, ha causato ipersessualizzazione infantile che poi non è causa altro che di pedofilia, pedopornografia e incesto.

La dottoressa spiega che da una serie di regole che imponevano l’uso della sessualità in un dato modo (l’attesa del primo rapporto dopo il matrimonio, che aveva e ha una serie di motivazioni), si è passati a un’altra serie di regole che impongono soprattutto alle ragazze e ai ragazzi, di godere. Una volta poteva essere la morale, quella che dettava le regole dei rapporti sessuali, adesso è l’industria della pornografia.
Quello che noi vorremmo trasmettere, come donne, ma soprattutto come madri che vogliono e pretendono di educare al bello e al buono i nostri figli, è che lo sciopero che ci piacerebbe indire sarebbe quello nei confronti dello sfruttamento del corpo della donna per il piacere e per la pornografia.
Vogliamo poter davvero manifestare che la vita che vogliamo per i nostri figli è libera dalle prigioni delle presunte libertà che assurde rivoluzioni ci hanno imposto.
Vogliamo poter davvero pensare di poter scioperare per un motivo importante, visto che questo è il ‘titolo’ della giornata, ma siamo mamme e le mamme hanno poco tempo per scioperare: le mamme accolgono, addolciscono, ascoltano… E siccome noi crediamo profondamente nel fatto che la maternità abbia un valore forte e da rivendicare, noi vorremmo poter ribadire che non ci distrarremo, vigileremo, educheremo essendo presenze forti e piene d’amore per i nostri figli: non delegheremo a chicchessia l’onore di esserci per i nostri figli (e quindi per le nostre Famiglie).
Le donne hanno un valore immenso, sia per i loro uomini, sia per i loro figli: non scordiamolo mai. Noi, quindi, rivendichiamo il diritto di partecipare a questo evento proprio per ricordare che noi donne siamo un valore (come lo sono la maternità, la paternità e la Famiglia), e i valori non scioperano e non debbono farlo. I valori vanno vissuti profondamente e fanno trasmessi.

Invitiamo a partecipare alla presentazione del testo della dottoressa Hargot organizzato dall’Associazione Monte di Venere.

Come abbiamo iniziato da quest’anno, invitiamo chi lo desidera a partecipare a una Santa Messa serale: un momento di raccoglimento per nutrire gli animi.
La Presidente
Chiara Martinelli

 

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